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63.

IL MURO DEL TEMPO HA UN FORO

SEPIDEH SARLAK

06 - 31 OTTOBRE 2O26

Martedì 6 ottobre 2026, la galleria Interzone è lieta di ospitare la mostra Il muro del tempo ha un foro dell’artista iraniana Sepideh Sarlak, a cura di Manuela De Leonardis.


La mostra traccia il percorso dell'artista di Teheran Sepideh Sarlak attraverso i temi del distacco, della memoria e della frammentazione dell'identità contemporanea. Il titolo dell'esposizione omaggia i versi del poeta Sohrab Sepehri: «Il muro del tempo ha un foro / attraverso il quale si può vedere il mio volto».

Al centro della ricerca di Sarlak si colloca la nostalgia, espressa in farsi con i termini nostalezhie deltangi per sottolineare un profondo senso di mancanza. È un sentimento caro al sommo poeta persiano Hafez, che lo declina in chiave spirituale e fisica come «sete dell’anima», che per Sepideh Sarlak diventa anche uno strumento di conoscenza interiore.


Nelle parole di Sepideh Sarlak, l'identità dell'uomo moderno ha perso una radice centrale etnica o religiosa: è frammentata, fatta a pezzi, e si sviluppa come un rizoma. L'artista adotta la metafora filosofica di Gilles Deleuze per descrivere questo groviglio di radici privo di centro, capace di muoversi in direzioni sempre nuove. L'identità diventa così qualcosa che fluttua tra la l’immagine in un passaporto e le tracce di luce rimaste nella memoria, “memoria di coloro con cui abbiamo attraversato un cammino assieme. Oppure quello che è vero/reale e bello, una traccia di luce, di consapevolezza, il cammino o lo stesso sentiero.

Afferma Sepideh “Attraverso l’arte trasmetto la luce che mi illumina dentro”.


Il percorso espositivo documenta l'evoluzione tecnica, cromatica e concettuale dell'artista, dai dipinti a olio degli esordi a Teheran (sotto la guida di Hossein Maher) e a Firenze, fino alle ultime produzioni.


Un elemento cardine della ricerca di Sarlak è il rito della cucitura, del ricamo e del rammendo. Si tratta di una pratica fortemente influenzata dalla lezione di Louise Bourgeois, alla quale l'artista ha dedicato la sua tesi di laurea all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2010 (con i docenti Andrea Granchi e Gianna Scoino).

Il gesto lento, rituale e reiterato del filo unisce lembi separati di tessuto e di vissuto. Sarlak predilige il filo rosso per la sua evidente simbologia legata alla vita, al sangue e al dolore. Questa riparazioneconcettuale unisce il passato al presente, soprattutto quando il gesto incontra la tela e il collage fotografico.


In mostra sono presenti opere storiche e recenti. Nelle composizioni entrano le immagini specchiate e ingrandite dell'album di famiglia (l'artista da bambina e da adulta, la madre, il fratello Siavash e la sorella Saharnaz), riprodotte in serigrafia. Sarlak sceglie volutamente la staticità della fototessera: «Volevo un’immagine neutra su cui aggiungere il livello di sentimenti, di vissuto».

A differenza di altre esperienze artistiche contemporanee che usano il ricamo, nel lavoro di Sepideh Sarlak non c’è spazio per l’umorismo o l’ironia. Ciò che emerge è una visione dell'arte che supera la dimensione privata per farsi portavoce di un messaggio sociale, politico e universale.


L’artista Sepideh Sarlak e la curatrice Manuela De Leonardis, saranno presenti al vernissage della mostra martedì 6 ottobre 2026, dalle ore 18 alle 21.


Il giorno dell’inaugurazione verrà presentato il libro della mostra che raccoglie le opere esposte e una raccolta di poesie dell’autrice: « Sepideh Sarlak ― Il muro del tempo ha un foro ―    » edito da Interzone, pp. 88, 2026 (edizione limitata di 30 copie).


Sepideh Sarlak nasce a Teheran dopo la rivoluzione islamica. A diciotto anni si trasferisce a Firenze per studiare all’Accademia di Belle Arti, dove segue il corso di pittura con i maestri Gianna Scoino e Andrea Granchi, che la incoraggiano verso una pittura personale. Dopo una tesi sulla matrice femminile nell’arte tessile di Louise Bourgeois, si trasferisce a Milano per la specialistica all’Accademia di Brera, laureandosi con una tesi sulla simbologia della casa nell’arte contemporanea. Dopo un Erasmus in Belgio e un corso alla California State University, torna in Iran, dove vive per quattro anni sull'isola di Hormuz (Golfo Persico) svolgendo una residenza artistica. Dal 2023 è tornata a vivere e lavorare a Firenze.

Mostre e progetti (selezione): Lo specchio interiore, Galleria del Carbone, Ferrara (personale) (2026); Persian garden, Galleria Casa Abitata, Firenze (personale) (2025); Paesaggi persiani, Villa Borletti, Origgio (VA) (personale) (2024); Respiro, LOFT19, Montespertoli (FI) (personale) (2023/24); Miei tappeti persiani, Palazzo Frescobaldi - showroom Alberto Boralevi, Firenze (personale) (2023); Hasht cheshmeh Art Space, Kashan (Iran) (2022); Hall of Mirrors, Fondazione 3.19.27(2), Toronto (Canada) (personale) (2021); Zine happening VIII, Kunst Hal Gent (Belgio) (2021); Selezionata nell'ambito dell'Open Call organizzazione 3.19.27(2) per artisti senza libertà di espressione Toronto (Canada) (2020); Being, Galleria Haft Samar, Teheran (Iran) (doppia personale) (2019); Trittico realizzato per lo showroom di Stefanel cantieri di moda, in collaborazione con gli architetti Antonicelli & Zaniboni, via Tortona, Milano (personale) (2018); Le istanze del cuore, a cura di Diego Nicolosi, in collaborazione con la poetessa Oretta Dalle Ore, Spazio CB32, Milano (personale) (2017); Infinity, Galleria Haft Samar, Teheran (Iran) (personale) (2017); Il sole del cuore, Libreria e Galleria Immaginaria Arti Visive, Firenze (personale) (2017); 100 Opere 100 Artisti, Galleria Golestan, Teheran (Iran) (2016); Open studio presso In Labo Art studio, Milano (2015); Paesaggi interiori, Galleria Otto, Roma (personale) (2014); Alien Alias, TAG City Gallery, Bruxelles (Belgio) (2013); Architetture interiori, Galleria ArteDove, Firenze (personale) (2012); GAT (Giovani Artisti di Talento) ArturOilMust, a cura di Andrea Granchi e Matteo Innocenti (2012); All'inizio non era un'isola, Spazio Assab One, Milano (2011); Della morte e dell'illuminazione, Chiesa S. Ambrogio della Vittoria, Parabiago (MI) (2011); Opere pubblicate nel N.9 di Cose di Casa (copertina e articolo) (2010); Start Point (Biennale dei giovani artisti), Galleria Varart, Firenze (2009); Pitti Immagine (Fiera della moda), Firenze (personale) (2008); Nuovo Fiato, California State University, a cura di Marsha Steinberg, Firenze (2007).


@sepideh.sarlak

http://www.sepidehsarlack.com/

https://www.interzonegalleria.it/


Sepideh Sarlak | Il muro del tempo ha un foro

a cura di Manuela De Leonardis

in mostra O6.1O.2O26 | 31.1O.2O26

martedì venerdì, ore 15–2O

sabato, ore 11–13 & 16–2O

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