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IMPERMANENCE
EDOARDO DE ANGELIS
05 - 30 MAGGIO 2O26

«...Le cose finiscono e finiranno sempre, non posso farci nulla.»
Martedì 5 maggio 2026, INTERZONEGALLERIA è lieta di presentare la mostra IMPERMANENCE del fotografo Edoardo de Angelis.
«Può l’impermanenza essere il punto centrale del mio lavoro? Mi sembra la giusta strada per ora; Fotografo per fermare il tempo e lì per lì mi fa stare bene ma poi quando riguardo i negativi o le immagini e portano con sé qualcuno o qualcosa che non c’è più non sempre è facile…»
Fissare il tempo e le cose, le persone care gli attimi che ci hanno attraversato, calcificare nella memoria un ricordo, seppur generato da un battito di farfalla, ci appaga e in un certo modo è terapeutico, è catartico.
Ci racconta de Angelis: «Se l’impermanenza mi ossessiona e spaventa tramite le immagini provo a conviverci a dialogarci e in qualche modo a fermarla.» Si, perché il lavoro di Edoardo è proprio quello di fissare nell’alogenuro d’argento e nella trama delle polaroid i ricordi che lo hanno attraversato, che hanno alimentato la sua vita e le sue esperienze. «Le cose finiscono e finiranno sempre, non posso farci nulla...»
La mostra proposta a INTERZONEGALLERIA è il desiderio di poter fermare il momento, di portare con sé per sempre quell’incontro, fatto di persone, oggetti e sensazioni «seppure di un attimo prima che svaniscano».
Fotografie in bianconero dialogano con immagini istantanee e stampe fotografiche su carta giapponese nella reminiscenza di un pezzo di storia personale, di incroci, di luoghi e ambienti, come una stanza con un muro “con i chiodi e i segni di ciò che c’era stato appeso prima”. Così è nel vuoto della trama di una parete di una casa “il vuoto era il muro delle farfalle a casa di mia nonna” che il sentimento malinconico di Edoardo prorompe nella sua delicatezza e forza. Sentimenti che si bilanciano verso la curiosità per volti anonimi, leggermente sfiorati, che lasciano una traccia indelebile nel suo osservare/sguardo. “Sono affascinato dagli individui incollocabili nei nostri tempi; Mi piace quando riguardo le immagini non avere dettagli che siano immediatamente riconducibili a questo determinato anno o questo determinato luogo.”
Lo sguardo di Edoardo de Angelis si arricchisce di tutto ciò che lo circonda e sollecita, e per contrappunto, il nostro sguardo di osservatori si plasma di quella polifonia di sguardi e volti e entità e oggetti, spingendoci verso un’armonia di forme e suoni. I frammenti della vita stessa.
Ancora Edoardo ci racconta «tra i ritratti, con difficoltà cerco anche di fotografare le persone a me care e gli affetti ed amori; Questo mi resta più difficile, perché mostrarle vuol dire mostrare le loro e le mie fragilità e non sempre è scontato o facile.»
Se l'effimero―qualcosa che dura pochissimo, spesso solo un attimo o un giorno o il tempo di una farfalla―e ci indica un istante transitorio destinato a svanire nel tempo, le immagini di IMPERMANENCE di Edoardo si animano di vitalità e respiro, prendendo forma generando a loro volta nei nostri ricordi strati di altri ricordi infiniti «Poi, col tempo che passa riguardando le immagini è come se diventassi il ricordo di me stesso, completamente mutato rispetto alla realtà... “I’ve become the memory itself, the memory of myself”».
Il fotografo Edoardo de Angelis sarà presente al vernissage della mostra martedì 5 maggio 2026, dalle ore 19 alle 21.
Stampe fotografiche mostra eseguite da Matteo Alessandri/LUCE.
Il vuoto è sempre con me
È sempre dentro di me, il vuoto.
Troppo spesso, penso al vuoto, lo sento.
Non devo nemmeno andarmelo a cercare.
Il vuoto è seduto in mezzo a tante persone che si muovono velocemente, in un aeroporto, una stazione o una piazza.
È su un muro con i chiodi e i segni di ciò che c’era stato appeso prima.
È in una casa, quella dove vivo e dove ora sono solo.
E poi ancora
Il vuoto era il muro delle farfalle a casa di mia nonna.
Dopo che è morta quel muro era per me molte cose: il vuoto, i ricordi, la morte e l’impermanenza.
L’ho fissato e fotografato, ma mai abbastanza.
Ora che vivo da solo l’ho ricreato a casa mia;
Non è e non sarà mai la stessa cosa, ma almeno mi ricorda l’impermanenza delle cose.
[Edoardo de Angelis ― Fiumicino 22/1/26]
Edoardo de Angelis, nasce a Roma nel 1995. Si avvicina alla fotografia nel 2017, imparando prima i rudimenti della camera oscura e poi il linguaggio fotografico. Nel 2019-2020 frequenta il Master di Fotografia Autoriale Firma Visiva a Roma con Augusto Pieroni. Nel 2022 viene pubblicata una sua serie fotografica sulla fanzine americana Hamburger Eyes. Nel 2023 partecipa a un workshop col fotografo Michael Ackerman. Nel 2024 viene selezionato per la mostra collettiva Salong a Stoccolma, organizzata da Studio Tabac. Nel 2024 trascorre un periodo a Berlino lavorando come assistente al fotografo Michael Ackerman. Vive a Roma, il suo lavoro si concentra su temi universali come il tempo e la memoria con un approccio tra il documentario e l'intimo.
https://www.interzonegalleria.it/
https://www.instagram.com/notitlenonamenow/
Edoardo de Angelis | IMPERMANENCE
in mostra O5.O5.2O26 | 3O.O5.2O26
martedì – venerdì, ore 15–2O
sabato, ore 11–13 & 16–2O